Apprendo giusto ora della mostra dedicata a Ugo Mulas al PAC di Milano dal 4 dicembre 2007 al 10 febbraio 2008. L’esposizione è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed è composta da due sezioni parallele, una al Pac e una al MAXXI di Roma che confluiranno a Giugno al GAM di Torino.
Ho visto alcune delle foto che saranno in esposizione e non posso che definire la mostra, già da quelle, assolutamente da non perdere.
Orario: lunedì 14.30-19.30; martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica 9.30-19.30
giovedì 9.30-22.30
chiuso il 24 dicembre e il 31 dicembre 2007
il 25 dicembre 2007 e il 1 gennaio 2008 apertura dalle ore 14.30-19.30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
Biglietti: 5,00 euro INTERO - 3,00 euro RIDOTTO – 2,00 euro SCOLARESCHE. bambini fino a 6 anni gratuito, dai 7 ai 14 ridotto
Posted by C. on Nov 30, 2007 in
Mostre,
Photographers,
Riflessioni
Ecco un insieme di riflessioni sulla mostra di Yamamoto Masao svoltasi alla galleria Carla Sozzani di Milano.
Scrivere delle opere di Yamamoto Masao è difficile.
Difficile perché la comprensione delle stesse si basa sull’intuizione, su una epifania del tutto personale e formalmente atipica.
Come atipica è la mostra nel suo complesso.
Il primo impatto è disorientante: al posto di grandi stampe fine art l’occhio viene subito catturato dal bianco candido dell’intonaco del muro.
Dove sono le foto?
Sono li, in effetti, piccoli quadrati e rettangoli che galleggiano a gruppi in questo bianco accecante.
Sembrano stormi di uccelli che volano nel cielo di una giornata luminosa ma grigia.
Mi avvicino, per vederle meglio.
Sembrano vecchie immagini, tratte dal baule della nonna , con i bordi smangiati e qualche piccola macchia dorata.
Solo che, in questo caso, non ritroviamo foto di parenti e amici, ma foto di spazi sospesi nel tempo che assumono il carattere di un pigro e malinconico stato di eternità : il monte Fuji con una piccola nuvola, un crisantemo che brilla nell’oscurità dello sfondo.
Le immagini dello stesso gruppo sembrano rapportarsi fra loro con un sottile gioco di allusioni e affinità , dificile da cogliere, che trascende il significato delle immagini stesse per andare a insinuarsi nella totalità dell’istallazione, ovvero, nel perdersi in questo muro candido, che dona alla galleria intera un chiarore irreale.
E d’un tratto i pensieri cominciano a volare in alto, più alti degli stormi di immagini, tanto che sembra, per un momento, di riuscire ad abbracciare, tramite essi, la ragione stessa delle cose e del mondo, per poi spegnersi, lentamente, e ridiscendere alla nostra realtà , avvolti, ancora, dal bianco chiarore della parete.
La magia però non è finita: al centro della stanza ci attende un piccolo cubo di due metri per due, anch’esso completamente bianco. Come ingresso c’è una piccola apertura quadrata, bisogna quasi inginocchiarsi per entrare.
Dentro l’atmosfera è ancora più rarefatta, dei pannelli di plexiglass opalini lasciano entrare una luce attenuata e soffusa. Un senso di pace mi avvolge quasi subito, ancora prima di notare l’unica foto appesa alla parete: la riva del mare e la schiuma di una piccola onda increspata.
L’effetto è quasi istantaneo, basta fare un po’ di silenzio dentro se stessi e la mente comincia come prima, e forse più, a entrare in uno stato di profonda pace e rilassatezza.
E’ alla riproduzione del chashitsu, ovvero la stanza del tè, che l’autore si affida per ricreare questo sottile incanto.
Questa particolare esperienza che le opere di Yamamoto Masao ci propongono, non è però frutto di un istinto o della casualità , ma di una profonda riflessione dell’autore sulla bellezza e sul mondo, attraverso la filosofia zen, in particolare sul concetto del wabi e del sabi.
Questo, concetto, dalla natura complessa e anch’esso di cognizione intuitiva, serve per esprimere la sensazione di bellezza, di fascino che si prova davanti alle cose imperfette, temporanee e incompiute. Alle cose umili e naturali.
Massimo esponente di questa corrente filosofico/estetica fu, nel 1500, il maestro Sen no Rikyu il quale riformò la cerimonia del tè (Cha no yu) secondo i principi del wabi-sabi.
Una cerimonia che, perso l’originario carattere ostentativo, diventa l’espressione più pura dell’estetica zen.
Wabi come la semplicità , ricercata fino a divenire estrema sintesi di ogni forma.
Sabi, come la patina del tempo che segna l’aspetto delle cose.
Nijiriguchi, l’ingresso nella stanza del tè, che con le sue piccole dimensioni ci rende tutti uguali e non fa metaforicamente entrare i grandi pensieri che ci assillano.
Chashitsu, la stanza del té, nella quale viene ricreata l’armonia tra l’uomo e il mondo.
Un luogo in cui la bellezza viene presentata nella sua estrema sintesi. Un luogo mentale, così strettamente concettuale da diventare archetipo e rappresentazione stessa del vuoto, riempito di solo pensiero.
Forse è questo che significa “A box of Ku”?
Concentrazione assoluta della bellezza, (come il singolo fiore nella chabana che Rikyu fece trovare al suo mecenate Toyotomi Hideyoshi) dispersione della fisicità delle cose per raggiungerne l’essenza.
Molte e molte cose si potrebbero ancora dire sull’opera di Yamamoto Masao, ma sarebbero tutte declinate, forse più di quanto io ho già fatto, in modo del tutto personale. Forse però è proprio per questo che consiglio un approccio a questo autore, per sapere di offrire una esperienza diversa per chiunque vi si avvicinerà .
Posted by C. on Sep 18, 2007 in
Mostre
Ecco una lista degli appuntamenti milanesi settembrini che trovo imperdibili 
Yamamoto Masao
- Quando: dal 8 settembre al 28 ottobre 2007
- Dove: Galleria Carla Sozzani, Corso Como 10 (20154) Milano.
- Orari: martedì - venerdì - sabato - domenica ore 10.30 alle 19.30
mercoledì - giovedì ore 10.30 alle 21.00
lunedì ore 15.30 alle 19.30
- Biglietti: Ingresso libero
- Tel: 0265353
- Web: www.galleriacarlasozzani.org
Nobuyoshi Araki
- Quando: dal 21 settembre al 16 novembre 2007
- Dove: Studio Guenzani, via Bartolomeo Eustachi 10 (20129) Milano.
- Orari: Sabato 22 settembre dalle ore 11 alle ore 21
Domenica 23 settembre dalle ore 11 alle ore 21
in seguito: dal martedì al sabato, dalle 15 alle 19.30. La mattina su appuntamento.
(possono variare, verificare sempre via telefono)
- Biglietti: Ingresso libero.
- Tel: 0229409251
- Web: www.studioguenzani.it
Melanie Pullen - High Fashion Crime Scenes
- Quando: dal 18 settembre al 17 novembre 2007
- Dove: MiCamera - Photography and lens-based arts, Via Medardo Rosso 19 (20159).
- Orari: da mercoledì a sabato dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. Chiuso domenica lunedì martedì.
- Biglietti: Ingresso libero.
- Email: info@micamera.com
- Web: www.micamera.com
Mimmo Jodice - Perdersi a guardare. Trenta anni di fotografia in Italia.
- Quando: dal 12 settembre al 25 novembre 2007
- Dove: FORMA - Centro Internazionale di Fotografia, Piazza Tito Lucrezio Caro 1 (20136) Milano.
- Orari: tutti i giorni dalle 10 alle 20. Giovedì dalle 10 alle 22. Chiuso il lunedì.
- Biglietti: Intero 7.50 euro. Ridotto 6 euro. Scuole 4 euro.
- Email: info@formafoto.it
- Web: www.formafoto.it
Andrzej Dragan - Allegories & Macabresques
- Quando: dal 20 settembre al 21 dicembre 2007
- Dove: Luigi Salvioli, via Bartolomeo Eustachi 2 (20129) Milano.
- Orari: dal lunedì al venerdì, 15:00 - 19:00
- Biglietti: Ingresso libero
- Tel: 0229537298
- Web: www.salvioli.com
Fuori Milano:
Yasumasa Morimura
- Quando: 07/06/2007–08/10/2007
- Dove: Galleria di piazza San Marco, P.zza San Marco, 71/c Venezia.
- Orari: da mercoledi a domenica dalle 10.30 alle 19.30 (chusura. lunedi e martedi)
- Biglietto: Intero 3 euro, ridotto 2 euro.
- Telefono: 0415207797
Posted by C. on May 7, 2007 in
Mostre
Come ogni anno la Galleria Carla Sozzani ospita (dal 6 al 27 maggio) le opere del World Press Photo 2007, una selezione delle migliori foto di reportage dell’anno appena trascorso.
Tra i vincitori spiccano quest’anno i nomi di diversi italiani:
Davide Monteleone: vincitore del 1° premio storie nella sezione Spot News.
Paolo Pellegrin: vincitore del 1° premio foto singole nella sezione General News.
Max Rossi: vincitore del 1° premio foto singole nella sezione Sports Action.
Lorenzo Cicconi Massi: vincitore del 3° premio foto singole nella sezione Sports Features.
Massimo Berruti: vincitore del 2° premio storie nella sezione Contemporary Issues.
Questa edizione, forse più delle altre, con le sue immagini crude, vere, ma nello stesso tempo affascinanti come solo un ottimo lavoro di reportage può essere, riporta all’attenzione di tutti come la fotografia sia ancora un medium di primo piano e di fortissima espressività per documentare in modo coerente e preciso ciò che accade nel mondo, anche al di la dei filtri che vengono imposti dai nostri più comuni organi di informazione.
Una mostra assolutamente da vedere, un’immersione totale e a volte dolorosa nella realtà che, essendo altrove, sembra non sfiorarci ma che pure esiste, documentata in tutta la sua forza e violenza, sia espressiva che fattuale.
Posted by C. on Feb 26, 2007 in
Mostre
E’ da qualche giorno che diversi sviluppi della tematica di “come la fotografia sta cambiando con il digitale” mi saltano agli occhi con frequenza. Soprattutto di quanto e come ogni figura legata al mondo dell’immagine stia seriamente ripensando all’approccio e all’organizzazione del suo mestiere alla luce delle nuove possibilità che il digitale mette a disposizione.
Un grande contributo in questo senso viene dal Musée de l’Elysée di Losanna dove a questo interessantissimo argomento hanno dedicato una mostra\laboratorio sperimentale che vuole analizzare come e in che modo la fotografia amatoriale si è ricavata un posto di tutto rispetto nel mondo dell’informazione cavancando l’onda di novità portata dal digitale nella fruizione dei media e in molti casi scavalcando la fotografia “tradizionale” da quello che era il suo campo d’elezione.
“We are all photographers now” propone una vasta serie di dibattiti, incontri e tavole rotonde con specialisti di vari settori del mondo dell’immagine (da Martin Parr a MaryAnne Golon) e, cosa che può riguardare da vicino un po’ tutti noi, propone anche “The Flux” ovvero una video istallazione che permette di mettere in mostra nel museo, a rotazione, le immagini che chiunque può mandare attraverso un’ apposita pagina del sito della mostra. Quando la vostra immagine verrà proiettata una webcam scatterà un’immagine dell’istallazione, che vi arriverà via email come prova dell’avvenuta “messa in mostra” della vostra opera.